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L’art. 3 della bozza del DL fiscale, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri prevede, per i contribuenti con piani di dilazione in essere all’8 marzo 2020 e incorsi in decadenza dopo il 30 settembre 2021, una riapertura dei termini di pagamento per evitare la decadenza dal beneficio della dilazione. Si ricorda in proposito che il 30 settembre 2021 scadeva il termine ultimo di pagamento per i versamenti affidati all’agente della riscossione con scadenza tra l’8 marzo 2020 e il 31 agosto 2021 e sospesi per effetto dell’art. 68, comma 1 del DL 18/2020. La proroga si applica dunque ai contribuenti con piani in essere all’8 marzo 2020, che non siano riusciti a versare quanto dovuto, per evitare la decadenza entro il 30 settembre 2021. Per questi debitori, che potranno avvantaggiarsi della proroga, il nuovo termine di pagamento delle rate sospese per effetto dell’art. 68 del DL 18/2020 è fissato al 31 ottobre 2021. Alla proroga del termine di pagamento, per contribuenti con dilazioni in regola all’8 marzo 2020, si aggiunge un ulteriore beneficio: modificando l’art. 68, comma 2-ter del DL 18/2020, si prevede che la decadenza dalla dilazione in essere all’8 marzo 2020 si verifica solo in caso di mancato pagamento, entro il 31 ottobre 2021, di diciotto rate, anziché dieci. Volendo fare un esempio, si immagini un contribuente con piano di dilazione in essere all’8 marzo 2020, il quale non abbia saltato alcuna rata in precedenza e abbia deciso di sospendere i pagamenti dopo l’8 marzo 2020 a causa della pandemia. In questo caso, se il debitore non fosse riuscito a saldare il proprio debito entro il 30 settembre 2021, omettendo di versare oltre nove rate, saremmo di fronte a una decadenza dal piano di rateazione. Il decreto fiscale giungerebbe proprio in soccorso del debitore decaduto dopo il 30 settembre 2021, prevedendo un rientro automatico nel piano di dilazione già in essere, a condizione che il contribuente versi le rate già sospese e dovute entro il 31 ottobre 2021. In particolare il debitore decaduto dopo il 30 settembre 2021 può regolarizzare la propria posizione entro il 31 ottobre 2021 omettendo di versare al massimo diciassette rate, anziché nove. La disposizione in commento, destinata ai contribuenti in regola con un piano di dilazione all’8 marzo 2020, sembra “compensare” il vantaggio concesso ai contribuenti decaduti dal beneficio della dilazione prima dell’inizio della pandemia. Per questi ultimi, come si ricorda, l’art. 13-decies comma 5 del DL 137/2020 aveva previsto la possibilità di presentare una nuova richiesta di rateazione entro il 31 dicembre 2021, senza necessità di saldare le rate scadute alla data di presentazione. Da questo beneficio erano esclusi i soggetti con piani in essere all’8 marzo 2020, cui non si applicava, per previsione espressa, l’art. 13-decies, comma 5 del DL 137/2020 (si veda “Decadenza dalla dilazione causa COVID a geometria variabile” del 22 aprile 2021). Per chiarezza si ricapitolano allora i diversi scenari che si sono presentati a seguito della pandemia, posto che, ai sensi dell’art. 68 del DL 18/2020 – prima della modifica contenuta nel decreto fiscale relativa al comma 2-ter – per i piani di dilazione in regola all’8 marzo 2020, i pagamenti sospesi dovevano essere effettuati entro il 30 settembre 2021, con possibilità di saltare al massimo nove rate per evitare la decadenza. Per i piani di dilazione in regola all’8 marzo 2020, per i quali si sia verificata la decadenza dopo il 30 settembre 2021, i pagamenti sospesi vanno effettuati entro il 31 ottobre 2021, potendo saltare al massimo diciassette rate ai sensi dell’art. 68, comma 2-ter del DL 18/2020 (come riformato dal decreto fiscale). Per i piani di dilazione in regola all’8 marzo 2020, per i quali non si sia verificata la decadenza dopo il 30 settembre 2021, spetta comunque il beneficio delle diciotto rate per evitare, in futuro, la decadenza. Con riferimento ai piani per i quali la decadenza sia intervenuta prima dell’8 marzo 2020, è possibile presentare una nuova richiesta di dilazione entro il 31 dicembre 2021 senza necessità di saldare le rate scadute alla data di presentazione della domanda, ai sensi dell’art. 13-decies, comma 5 del DL 137/2020. [CATENACCIO] A ciò si aggiungono le regole specifiche applicabili alle dilazioni chieste dopo l’inizio della pandemia. Per le dilazioni chieste fino al 31 dicembre 2021, la decadenza si verifica in caso di omesso pagamento di almeno dieci rate, ai sensi dell’art. 68, comma 2-ter del DL 18/2020. Per le dilazioni chieste dal 30 novembre 2020 al 31 dicembre 2021 la decadenza si verifica in caso di omesso pagamento di almeno dieci rate e non occorre documentare la difficoltà finanziaria per importi fino a 100.000 euro (anziché 60.000 euro), ai sensi dell’art. 13-decies, comma 3 del DL 137/2020. Infine, per tutte le dilazioni richieste dal 30 novembre 2020 si applicano le regole più favorevoli del nuovo art. 19, comma 1-quater del DPR 602/73.

16 ottobre 2021 / Dario AUGELLO

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